Programma innovativo di prevenzione

Il Fondo Sanitario Coopersalute ha avviato un programma innovativo di prevenzione, sulle maggiori problematiche di salute che riguardano la maggior parte della popolazione: TUMORI E MALATTIE CARDIOVASCOLARI.

L’iniziativa sulla prevenzione dei tumori ha registrato una buona adesione e ha consentito di diagnosticare precocemente un numero elevato di casi di malattia, con un corrispondente reale risparmio di vite umane. Siamo consapevoli di essere stati anche favoriti dall’aver intercettato la sensibilità sul tema da parte della nostra popolazione assistita, prevalentemente femminile ed in una fascia di età in cui l’incidenza della patologia neoplastica è particolarmente presente, specie quella a carico di alcuni organi (mammella e utero), riteniamo che questa sensibilità di base, di cui certo non portiamo tutto il merito, ci abbia in qualche modo aiutato nel successo dell’iniziativa.

L’andamento del programma di prevenzione delle malattie cardiovascolari, però, purtroppo, non ha impattato nello stesso modo sulla stessa popolazione assistita: l’adesione è risultata fin qui minima e la nostra prima reazione è stata di comprensibile delusione.

La percezione del rischio cardiovascolare è ancora drammaticamente bassa nella popolazione del nostro Paese, sia per quanto riguarda la prevenzione primaria, ovvero l’insieme delle attività, azioni o interventi volti ad evitare l’insorgenza di malattia nelle persone sane; che per quella secondaria, ovvero l’insieme delle attività e interventi finalizzati a rallentare il decorso della malattia una volta che si è manifestata, prevenirne le complicanze e limitarne i danni.

Il Servizio Sanitario Nazionale – la Sanità pubblica – in tutti questi anni dalla sua nascita nel 1978 non ha saputo agire in modo incisivo in ambito di prevenzione delle malattie cardiovascolari e quindi non ha conseguito risultati molto soddisfacenti, tant’è che il fumo di tabacco, il sovrappeso, la sedentarietà, la non corretta alimentazione, la mancata effettuazione dei controlli periodici e in generale lo stile di vita condotto non sono sostanzialmente cambiati.

L’ipertensione arteriosa, il diabete mellito, il fumo da tabacco, l’obesità, ipercolesterolemia e la sedentarietà sono tutti “fattori di rischio” che non sono percepiti dalla nostra mente come pericolosi perché i danni che sono in grado di provocare non sono immediati, ma dilazionati nel tempo anche di molti anni.

Le poche adesioni al nostro programma di prevenzione delle malattie cardiovascolari, che pure rappresentano la prima causa di morte nella popolazione generale, sono lo specchio di un “mondo reale” in cui manca l’educazione sanitaria della popolazione; averlo dimostrato costituisce comunque un dato reale di conoscenza prezioso, che ripaga il nostro sforzo ed impegno come unico FONDO SANITARIO INTEGRATIVO che nel nostro Paese ha intrapreso iniziative specifiche nel campo della prevenzione.